Conversione DL Semplificazioni: pari opportunità e inclusione nei contratti pubblici PNRR e PNC

Con 213 voti favorevoli e 33 contrari il Senato della Repubblica ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando definitivamente la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 77, recante governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure. La legge di conversione n. 108/2021 è stata pubblicata nella G.U. suppl ord. 30 luglio 2021, n.181.

L’articolo 47 allo scopo di perseguire le finalità relative alle pari opportunità, sia generazionali che di genere, e di promuovere l’inclusione lavorativa delle persone disabili, prevede l’adempimento di specifici obblighi, anche assunzionali, nonché l’eventuale assegnazione di un punteggio aggiuntivo all’offerente o al candidato che rispetti determinati requisiti, nell’ambito delle procedure di gara relative agli investimenti pubblici finanziati, in tutto o in parte, con le risorse di cui ai regolamenti (UE) 2021/240 e 2021/241 e dal Piano nazionale per gli investimenti complementari (di cui al D.L. 59/2021), finalizzato ad integrare gli interventi del PNRR con risorse nazionali.
Per le aziende pubbliche e private che occupano più di cento dipendenti – che in base alla normativa vigente almeno ogni due anni devono redigere un rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile– l’obbligo di presentare copia dell’ultimo rapporto interviene, a pena di esclusione, al momento della presentazione della domanda di partecipazione o dell’offerta.
Gli operatori economici diversi da quelli suddetti e che occupano un numero pari o superiore a quindici dipendenti e inferiore a cento devono presentare alla stazione appaltante, entro sei mesi dalla conclusione del contratto, una relazione di genere sulla situazione del personale maschile e femminile avente contenuto analogo a quello del rapporto biennale che deve essere redatto dalle aziende con oltre cento dipendenti.
Come disposto in sede di conversione, gli operatori economici, appena citati, che occupano un numero pari o superiore a quindici dipendenti e inferiore a cento, sono altresì tenuti a consegnare alla stazione appaltante, entro sei mesi dalla conclusione del contratto, la certificazione che attesta il rispetto delle norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili ed il collocamento obbligatorio, nonché una relazione – trasmessa alle rappresentanze sindacali aziendali – relativa all’assolvimento degli obblighi in materia di collocamento obbligatorio.
In caso di inadempimento del suddetto obbligo si applicano le penali previste dai contratti di appalto commisurate alla gravità della violazione e proporzionali rispetto all’importo del contratto o alle prestazioni del contratto.
E’ disposto inoltre che le stazioni appaltanti inseriscano nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti clausole dirette all’inserimento – come requisiti necessari e come ulteriori requisiti premiali dell’offerta – di criteri volti a promuovere l’inclusione lavorativa delle persone disabili (come specificato in sede di conversione), l’imprenditoria giovanile, la parità di genere e l’assunzione di giovani con età inferiore a trentasei anni e di donne di qualsiasi età. La violazione del suddetto obbligo determina l’applicazione delle penali previste dal contratto di appalto, commisurate alla gravità della violazione e proporzionali rispetto all’importo del contratto o alle prestazioni del contratto.
In sede di conversione, inoltre, modificando il decreto-legge originario, si è prevista la possibilità e non l’obbligo che le modalità e i criteri applicativi delle misure previste dalla disposizione in commento siano definite con linee guida del Presidente del Consiglio dei Ministri.
L’articolo 47-bis, inserito in sede di conversione, introduce l’obbligo di definire nel rispetto del principio di parità di genere la composizione degli organismi pubblici istituiti dal decreto in esame, nonché delle relative strutture amministrative di supporto. L’obbligo non trova applicazione per quegli organismi che siano composti esclusivamente da membri del Governo e da titolari di altre cariche istituzionali.
All’interno del PNRR, si ricorda, la parità di genere rappresenta comunque una delle tre priorità trasversaliin termini di inclusione sociale per contrastare le molteplici dimensioni della discriminazione verso le donne, e promuovere una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro.
L’articolo 47-ter, inserito in sede di conversione, proroga dal 31 dicembre 2021 al 31 dicembre 2022 il termine a decorrere dal quale scatta l’obbligo, per i titolari di concessioni, già in essere alla data di entrata in vigore del Codice dei contratti pubblici (19 aprile 2016), di affidare, mediante procedure ad evidenza pubblica, una quota pari all’80% dei contratti di lavori e servizi.
L’articolo 47-quater, inserito in sede di conversione, prevede misure premiali di tutela della concorrenza nei contratti pubblici, a favore delle piccole e medie imprese, relativi agli investimenti previsti nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza e nel Piano nazionale complementare.
L’articolo 48 introduce misure di semplificazioni in materia di affidamento dei contratti pubblici PNRR e PNC, in relazione alle procedure afferenti agli investimenti pubblici finanziati, in tutto o in parte, con le risorse previste dal PNRR e dal PNC e dai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione europea.
L’articolo 49 introduce modifiche alla disciplina del subappalto, suddivise tra modifiche di immediata vigenza e modifiche con efficacia differita a decorrere dal 1° novembre 2021. In particolare, si innalza, sino al 31 ottobre 2021, la soglia del subappalto dal 40% al 50% dell’importo complessivo del contratto di appalto. Dal 1°novembre 2021 verrà introdotto un nuovo meccanismo in ragione del quale il subappalto sarà possibile solo per le prestazioni individuate dalle Stazioni appaltanti sulla base di valutazioni svolte, anche in collaborazione con le Prefetture, a tutela degli interessi dei lavoratori. Inoltre il contraente principale e il subappaltatore restano responsabili in solido nei confronti della stazione appaltante in relazione alle prestazioni del contratto di subappalto.